MOTHERLINE – due memorie, o forse son poesie

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Nonna Angela

NONNA

L’infermiera più bella dell’ospedale, dicevano.
I medici facevano la fila, e le proposte di matrimonio, e i cuori palpitanti. Ma lei no. Lei scelse l’uomo con il fiore all’occhiello e il pollice verde, l’uomo appassionato di costellazioni, quello che costruiva aerei per la ditta Caproni. Quello zoppo, per via della poliomielite.
Angela, occhi di lago montano.
Morta a 45 anni, di colpo.
Neanche il tempo di capire che una vena del suo cervello di donna era scoppiata.

Bum!

Così ti hanno raccontata a me, a me che non ti ho mai conosciuta, se non attraverso il buco nero dell’assenza.
Nel buco nero ho cercato la mano di mia madre, ma lei piangeva troppo.
Nel buco nero ho piantato fiori di sangue.
Dentro il buco mi sono sdraiata e ho provato a morire anch’io, ma la morte mi ha riso in faccia e mi ha regalato una bottiglia di vino.
Ho bevuto il vino ed è nato mio figlio.
Nel buco oggi innaffio una rosa.
Auguri.

(14/01/2016)

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Mamma, zia, io

MAMMA

Madre non è un ruolo che chiunque possa indossare a piacimento, che tuo padre o tua nonna possano incarnare attraverso il sentimento. Padre e nonna restano tali, con madre morta, fuggita via, mai conosciuta. Mamma è presenza o assenza, ma tu non esisti senza di lei. Se l’hai perduta, la troverai fantasma nella stanza che pulsa in fondo al cervello, sarà salto nel vuoto tra i battiti del cuore.
Madre non è padre, anche se a volte lei comanda, dispone, grida, porta i pantaloni o serenamente guida. Padre non è madre, anche se lui è per te il mago della pioggia, ed è il bacio, ed è l’abbraccio.

Terra non è cielo, cielo non è terra, anche se la vita è una cosa sola con se stessa.
Figli surrogati di madri-ovulo, vagiti geneticamente modificati, piangono e ridono con le stesse labbra di colei che non conosceranno mai. Orfani, la trovano nell’incubo – la perdono nei sogni – seminano briciole sul sentiero di Pollicino, in cerca del perdono.

(08/05/2016)

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Io

The motherline – la linea materna – quelle connessioni, quei fili di senso intrecciati nell’arazzo delle generazioni di donne. Un lavoro interessante su questo tema è quello di Naomi Ruth Lowinsky, analista e poetessa.

 

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3 pensieri su “MOTHERLINE – due memorie, o forse son poesie

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