DUE GIOCHI DI CARTA E DI POESIA (fotografie di Giulia Caira)

1.favolesvelte.fotogcaira

L’obiettivo di Giulia Caira ha colto al volo il mio Bagatto interiore e ha dato un freno all’iperattività del fare, dire, baciare. Saltellante, irrequieta, una ne penso e cento ne combino. La fotografa, con l’autorevolezza della sua professionalità e della notevole esperienza, ha afferrato il Merurius Duplex per la collottola – ha ficcato per un attimo, quello cruciale, il “diavolo nella bottiglia”, affinché esprimesse la propria arte magica. Affinché la magia dell’immagine potesse avere (un) luogo. Alle immagini aggiungo due poesie scritte velocemente come status sul mio profilo personale di Facebook, salvate con l’arte del copia e incolla per non perderle nei meandri del nulla.  (Giulia Caira su Facebook e su Google )

Elogio dell’incuria.

Non la elogio sempre e comunque. La esalto nelle occasioni speciali, apprezzandola come si apprezza una giustificazione, alla nascita del fiore raro dalla pianta che non ho mai bagnato.
Respiriamo in perfetta sintonia, le succulente ed io. Stiamo in primo piano sulla mensola, rigogliose nel nostro abito verde carne. Così evidenti da farci dimenticare.

Colori alla ribalta, tripudio di erbacce, io che corro nel campo in giugno. Ho doppie punte nei capelli alla fine di agosto – ho la lingua biforcuta dei rettili e una chiave in tasca. Posso aprire il cancello del giardino incolto e giocare a rincorrere il lupo nel mio hortus conclusus.

All’Eden interiore non ho dato un giardiniere per timore di arrecare spavento alle fiere: gli orsi, i lupi, le tigri sono animali schivi ed io, tra loro, puzzo di selvatico.

2.favolesvelte.fotogcaira

Nel cassetto ho ritrovato una matassa
di lana rossa annodata in mille storie.
Ho svolto il tema e l’ho riavvolto, ho teso
trama dopo trama, ho sciolto con pazienza
i nervi alla mia schiena.

Ho trovato nel cassetto una matassa
di rosso filo e le storie ancora accese.
Ho visionato la pellicola, ho messo
scena per scena sul palco con la scienza
delle giuste conseguenze.

Ho goduto le memorie d’altri tempi
dovizia di particolari e dolcezza
le mollette tra i capelli, un nuovo taglio
sopra il filo equilibrando libri e baci.

Ho pescato con le mie reti neurali
nomi, cose, animali e città – lettere
d’amorazzi, bigliettini e amori a sprazzi
libera da ragnatela.

V.

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