POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/4 – appunti

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Alchimista.

Al mattino riavvolgo il filo dei sogni. 

M’afferra il sonno, ovvero: l’Io è dal sonno

agguantato,

dal lembo di pelle, dal buco più nero

nel pavimento, dalle zampe del capro

espiatorio.

Arranco a fatica tra i ciottoli, ed ecco:

è la strada non scelta – la via dentro il bosco.

A mezzodì ricamo cotte di maglia,

annodo gli anni, annoto anelli e ipotesi.

Rubo la penna al diavolo ma non è un

furto, è il senso:

“Dammela, adesso! E’ mia quella penna, è mia

la parola dell’anima, mia la voglia

di seno, le gambe aperte che sfuggono.

Mio è il senno!”

Con tatto io opero il giorno nel giorno,

conduco il pomeriggio oltre il confine

della notte;

affronto il crepuscolo nel testa a testa

coi mostri, e nell’alba più densa distillo

oro reale.

Dalla bottiglia esce il profumo del fuoco.

E’ cottura di carni al mattino – brace

del domani.

+++++++

 V.B.M.

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