ALEPPO – poesia triste

 

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Ph. Chiara Liverani

 

Aleppo

per me era un sapone delicato

più che altro.
Un sapone buono da annusare
verde e leggermente oleoso.
Aleppo era soprattutto una tappa
sulla via delle “Mille e una notte”.
Un mercato antico con l’aria densa
di spezie, i cortili in ombra
e la marmellata di melagrana.
Mio zio era stato ad Aleppo nei ’70
zaino in spalla e cose comuniste
forse un tappeto o un foulard
– non ricordo di preciso –
oggetti stipati nelle tasche
per i regali di Natale ai nipotini.

Aleppo ha le strade tappezzate
di bambini fatti a pezzi, e sangue
amaro, color dei chicchi della
stessa melagrana che in fiaba
dona al sogno ben altri sapori.
Mi fa venire i brividi, Aleppo
stasera – mi fa sentire debole
impotente, come Persefone
derubata della voglia di poesia
per quelle poche perle rosse
– un assaggio di coscienza.

 

Agosto 2016

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