MERENDE OTTOBRINE – cose buone e giuste

“Mi sto domandando cosa c’entri un cantautore con un volume di favole in forma di filastrocca. Cerco connessioni, improbabili link, sfoglio una vecchia enciclopedia ereditata dal nonno, dodici volumi grossi, marroni, polverosi.

Cerco “filastrocca”. Dice: “Si comprendono sotto questo nome canzonette e formule cadenzate (dialogate, interrogative, narrative, ecc.) recitate dai fanciulli o dagli adulti per divertire i bambini”. Ecco! Dunque Valeria vede le mie composizioni come “canzonette”, gliene dirò quattro. Poi prosegue: “Sono ordinariamente un’accozzaglia di sillabe, di parole, di frasi, che talvolta riproducono indefinitamente lo stesso motivo”. Di bene in meglio. Forse è meglio cambiare enciclopedia. Sfoglio altri libri, cerco su internet, attenzione: “In lingua inglese vengono chiamate nursey rhymes”. Già mi piace di più. Rhymes, rime.

In effetti io scrivo in rima e credo alla metrica come un cristiano nell’Altissimo.

E se le leggi a voce alta, queste favole in forma di filastrocca, hanno il passo della canzone, nella sua accezione classica. Penso a “Bocca di rosa” di De Andrè, non era forse una poeticissima filastrocca? Mi vengono in mente moltissimi esempi che salto a piè pari per non dilungarmi smodatamente.

D’accordo, la connessione filastrocca – cantautore l’abbiamo trovata, può starci.

Poi però c’è la questione favola.

Beh, oltre a essere cantautore sono anche padre di una ragazzina di dodici anni che, fino a qualche anno fa, facevo addormentare raccontandole favole raffazzonate a mio modo e che adesso, per pigliar sonno, mi chiede di narrarle storie horror o terribili leggende metropolitane.

Molte delle favole di Valeria in realtà sono favole per adulti. Tra le varie sezioni del libro, la mia attrazione principale si è rivolta ovviamente al momento “nero”, alle favole oscure, quelle che si addentrano nelle segrete buie dell’essere umano e sciolgono dalle catene le paure e le brutture che cerchiamo di imprigionare e nascondere, ma che sono fortemente presenti in ognuno di noi.”

PFederico Sirianni, nella Prefazione a Favolevelte – Golem Edizioni, 2016.

Merende in rima, cantautori che sveleranno i segreti delle sinapsi magiche, filastrocchiste che snocciolano storie, cose così, cose da andare a vedere dal vivo.

Quando? 

Domenica prossima alle ore 17.00

Dove?

A Torino, in Via Belfiore 50 c’è la LUNA’S TORTA ❤

P.s. per i Wiki-dipendenti che non conoscono ancora Federico Sirianni:

https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Sirianni

Per tutti gli altri c’è Google.

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