TRE POESIE UTERINE

Tre poesie che ho scritto su Facebook – una delle quali non è recente. Salvataggio di versi!

1.

RICONCEPIMENTO
(poesia di Natale – nove mesi prima)

Nel palazzo c’è assoluto silenzio
– di fatto, è deserto.

Solo lei, in cantina, sorseggia assenzio
e non ha paura dei ladri o degli assassini
– i timori tramandati dalle madri.

La città intera non fa rumore.
I negozi sono tutti chiusi.
L’orologio scandisce le ore
con un tic-tic-tic che dà in testa
ma lei attende, paziente
– sa che lui entrerà dalla finestra.

L’arcangelo Gabriele è molto figo
arriva volando, ha gli occhi di fuoco
prende una birra gelata dal frigo.

Dice: “Tu, Santa Maria
concepirai l’idea
oltre le categorie a te note.
Tu, donna un po’ dea
sarai il generale che contiene
e, viceversa, caso particolare
senza “invidia del pene”
senza schiavitù del bene.

Perché tu, figlia di Eva
sarai libera di fare e dire
ciò che ti illumina
e il futuro che ti pare.

Valeria Bianchi Mian – 2014

2.

A Est
le armate di Sol nascente
le maschere
le nacchere e il passo doppio
di Luna calante.
“Ode al giorno, fate spazio!”

A Ovest
l’incrocio, l’intersezione
l’intento, l’impegno crescente
degli astri in Acqua
Permanens – a fuoco
lento e costante.

A Nord
gli esercizi reiterati d’invasione
i calcoli precisi e i perigli
le riflessioni, le circonvoluzioni
le nevi perenni.
“Sublime azione è amore.”

A Sud
il tempo d’accendere
un abbozzo di valzer
(la maestria dell’andare a casaccio)
dentro il nostro Athanor
per completare l’operazione.

3.

DIMMI, PAPESSA

Io non so
se si possa patteggiare
se l’accordo con la fine
sia faccenda
consentita a noi mortali
nella danza quotidiana
in Totentanz.
Io non so
ma, se fosse, punterei
sull’ottantadue in rosso
peso atomico del piombo
di Saturno capricorno.
Non pretendo
d’esser scevra da malanni
d’esser priva di dolori
o affanni.
Vorrei morire malaticcia
una vecchia Luna stanca.
Cara Morte, stai con me
per terminare
le storie di mille e una notte
il romanzo “La Quercia”
di Orlando, la commedia
umana e gli scavi
della mia Ninive nella neve.
Stai con me, cara Morte
ogni mattino, e la sera
addormentiamoci vicine.
Stiamo insieme per anni
fino a quando.

Valeria Bianchi Mian

Poesie

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