I SEMI – due poesie

1.

Quando muoiono i vecchi

e i bambini domandano

che cosa sia il morire.

In marcia con i bastoni

al confine del bosco

io gli parlo di marcescenza.

“Elegy written in a country churchyard”

raccogliendo primule

per l’insalata – dal muro

cola la colla delle partecipazioni

fresche come le uova dello zio.

Eccolo, il fratello della nonna

e gli auguri dei nipoti

– saresti tu – dico a mio figlio.

Lo posso vedere il cadavere?

Curiosità infantile chiama

odorama d’ignoto – sguardo

tridimensionale sulla vita.

Perché no – e annusiamo la terra

buttandoci a pesce giù nel prato.

Strisciamo come vermi

parlando della talpa

con il buco in pancia

povera cieca stecchita al sole d’agosto.

Te la ricordi? Puzzava la nera

creatura piccolina nella sera.

Corriamo – cinque anni e quaranta

sette vite hanno i gatti, lo sai?

Ma noi, prima della morte

possiamo leggere tutte le storie

per scrivere la sorte a colori.

Corriamo – il vento è buono

per l’aquilone – e primavera pulsa.

P1010372.JPG
#lucianoborgnaph

2.

Auguri a Zeus

pietre in bocca a Saturno.

Auguri ai maschi

quando è il loro turno.

Auguri ai padri

d’ogni padre, madre, figlio.

Auguri a Urano

che figlia come un coniglio.

Auguri al Giuseppe

che ci mette il dito

tra un’intonsa Maria

e il Dio del mito.

Auguri a Osiride

padre del Sole nuovo

al seme accoccolato

al centro d’ogni uovo.

Valeria Bianchi Mian

19/03/2017

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