PENSOMBRE – vitAMORte

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22/07 è Maria Maddalena. Non è una festa di paese, non è un ballo. Educare i bambini alla spontaneità del vivere e del morire è facile, in quanto sono gli stessi bambini a insegnarci la spontaneità, se non tarpiamo loro le ali. “Ce l’hai il coraggio di guardare mia nonna?” domanda mio figlio all’amico più grande.

Non dirmi, per favore, auguri o condoglianze. Non era mia madre, eppure preferisco il tuo sorriso alle frasi di circostanza.

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La naturalezza dell’essere qui da tre giorni con il corpo di lei in casa. Vederlo mutare nei colori e nella grana, fino al punto in cui diventa spontaneo il chiudere gli occhi e la cassa. Dal paese alla città c’è un abisso. Il passaparola, la voce. Se capitasse a me di morire a Torino, verrebbero in tre a salutare i miei resti. Il sole è comparso non appena sono giunti gli uomini in grigio. Antracite, ametista, le more immature. Non entra nella stanza, il gatto. Mio figlio disegna pirati e indiani.

Ho scritto.

Mi piace pensarvi così, adesso. Vi penso insieme come nella foto in cui tu e lui siete in risonanza, ed è leggero il tocco della sua mano sopra la tua spalla. Ti sento aleggiare senza suono tra le stanze, mentre il corpo giace da ore nel legno, non più ricettivo allo sciabordio di voci, e la risacca di ieri e di domani, e le risate – a tratti – proprio come quando se ne andò lui dietro al vetro e tu perdesti il ritmo del respiro.
Mi piace pensarti presente ai discorsi tagliati a fettine di torta, e quel delicato fluire dei non detti tra la padella che volevi regalarmi e un paio di ciabatte che non ti posso più chiedere in prestito, che le ho dimenticate.
Mi piace sentire il dolore, adesso, sapendo che ogni lettera è stata scritta a comporre un arazzo di senso, non più taciuto, non più sporco d’acredine antica, mondato del segno d’ossesso possesso che fu d’ogni madre il perno della testimonianza.
Ti penso come l’ultima volta che insieme al caffè, il sole chiuso fuori dal tuo sguardo, hai lasciato accomodare la nostra vicinanza.

Ciao Adri,
grazie.

Che il viaggio ti sia sempre lieve,
adesso.

A mia suocera.

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