I SEMI – due poesie

1.

Quando muoiono i vecchi

e i bambini domandano

che cosa sia il morire.

In marcia con i bastoni

al confine del bosco

io gli parlo di marcescenza.

“Elegy written in a country churchyard”

raccogliendo primule

per l’insalata – dal muro

cola la colla delle partecipazioni

fresche come le uova dello zio.

Eccolo, il fratello della nonna

e gli auguri dei nipoti

– saresti tu – dico a mio figlio.

Lo posso vedere il cadavere?

Curiosità infantile chiama

odorama d’ignoto – sguardo

tridimensionale sulla vita.

Perché no – e annusiamo la terra

buttandoci a pesce giù nel prato.

Strisciamo come vermi

parlando della talpa

con il buco in pancia

povera cieca stecchita al sole d’agosto.

Te la ricordi? Puzzava la nera

creatura piccolina nella sera.

Corriamo – cinque anni e quaranta

sette vite hanno i gatti, lo sai?

Ma noi, prima della morte

possiamo leggere tutte le storie

per scrivere la sorte a colori.

Corriamo – il vento è buono

per l’aquilone – e primavera pulsa.

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#lucianoborgnaph

2.

Auguri a Zeus

pietre in bocca a Saturno.

Auguri ai maschi

quando è il loro turno.

Auguri ai padri

d’ogni padre, madre, figlio.

Auguri a Urano

che figlia come un coniglio.

Auguri al Giuseppe

che ci mette il dito

tra un’intonsa Maria

e il Dio del mito.

Auguri a Osiride

padre del Sole nuovo

al seme accoccolato

al centro d’ogni uovo.

Valeria Bianchi Mian

19/03/2017

AUGURI! – un anno di baci tra le rime

Un anno fa emetteva i primi vagiti.

Sono nato! – gridava, facendo il diavolo a quattro, dopo trecentosessantacinque giorni di gestazione e un parto a due mani – la sinistra disegnava mentre la destra, non sapendo che altro fare, ricamava storielle nell’aria. 

Sono nato! – lo diceva a tutti, quel malandrino. 

Sono un libro – sussurrava al mondo, e lo faceva soprattutto per prendere coscienza di se stesso.

Per ascoltarlo anche tu, prendi il libro al volo e abbraccialo:

https://www.amazon.it/Favolesvelte-Valeria-Bianchi-Mian/dp/8898771444

 

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“Il sasso filosofo e il fiore” – Favolesvelte, Golem Ed., 2016 – Valeria Bianchi Mian 

 

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/8 – #sketchbook

Ricetta per l’appunto con schizzo:

  • impastare un sogno ancora fresco

  • associando parole assai polpose

  • visualizzando un pizzico di polvere

  • mescolare con cura e senza pose

  • aggiungere piuttosto quell’assenza

  • di strutture che addolcisce le cose

  • più dure, che spigoli mesce e vere

  • immagini narra a media pazienza.

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I RACCONTI DEL CAPPELLO/Kitsune

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Vieni qui a vedere

Kitsune nella neve

la volpe d’argento

che in anima lieve

attutisce il rumore

dei tuoi meccanismi.

Dissolve nel silenzio

la patina oleosa

di ogni grossolano

attaccamento

a qualsiasi cosa.

La volpe è Kitsune

che scioglie nel bianco

la punta della penna

per accendere un lume.

I’m a Fox in the snow
Now I will show you
I’m the Fox that
At your Soul knocks

Valeria Bianchi Mian/2017

Fotografie di Luciano Borgna

RETROGUSTO – una poesiola

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RETROGUSTO
Amarcord il dolce e l’amaro
di me – signorinella retrò
che mordendo la mela
proibita gustava la vita
tra il letto e il comò.
Amarcord quell’ambivalenza
di me – lo stile art nouveau
dei versi tessuti in tela
leggera, il leggere dubbi
e fumi e “non so”.
Al presente no, io non sfuggo
curiosa di ciò che sarò
e se vado scrivendo la trama
non struggo il futuro
con drammi o melò.

 

Ph. L.B./#scusatesemimostroinLiberty – me, art nouveau.

UNA FIABA DI 90 ANNI – dal laboratorio con anziani

Sto preparando una presentazione per chiudere in bellezza il laboratorio di 12 incontri in perfetto stile FAVOLESVELTE, connubio di #narrazione e #arte, che ho condotto presso una struttura per anziani del torinese.

L’età dei partecipanti oscilla tra gli 80 e i 97 anni.

Voglio regalarvi una delle favole che racconterò domani pomeriggio alla festa che faremo per dirci arrivederci.

Ecco a voi.

Le immagini sono tratte dai disegni dei partecipanti, nati dal racconto del proprio arrivo a Torino.

I partecipanti torinesi sono stati numericamente inferiori rispetto alle persone arrivate dal Sud, e l’elemento “nebbia” ha permeato l’inizio della storia. Ne è nata una fiaba corale esposta qui di seguito.

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EVENTI IN VERSI! – domani e dopodomani

Poetezze a Torino!

UNO
Domani sera alle 21.30 oserò calcare il palco del CAVALLERIZZA POETRY SLAM – alla Cavallerizza Reale, appunto – per partecipare al torneo che vedrà 6 poeti sfidarsi a suon di versi.
La gara è organizzata dal poeta and speaker radiofonico and un sacco di altre cose Francesco Deiana, coadiuvato da Sergio Garau.

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Ph. Daniela Parra Saiani, dettaglio

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DUE
Venerdì, invece, alle ore 18.30 presenterò l’antologia poetica:

POESIE DI FRONTIERA
(La Vita Felice 2016)

c/o Lombroso16 – Polo Culturale di San Salvario per Aperipo-Etica.

insieme a Diana Battaggia, Salvatore Sblando, Cinzia La Marra, Alexandra Zambà

dal laboratorio “Poesia e ombre” di Alexandra Zambà, tenuto nel Centro Diurno Boemondo di Roma.
Con prefazione a cura di Lino Angiuli.

La poesia è sempre “frontiera”, luogo disponibile alle sorprese e agli stupori, i quali si manifestano a condizione che si mollino le difese e ci si lasci andare all’ascolto di sé e del mondo, usando proprio la fronte come spartiacque: una sorta di divisorio che va continuamente oltrepassato, perché le frontiere, come gli schemi, sono fatte per essere superate. (Lino Angiuli).

Letture di Francesca Laquintana

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