IL PAESE DI GIRONDELLO – di Bruno Giovetti

Favolesvelte ospita oggi una bella filastrocca per bambini, una favola in rima degna del menestrello Giovetti, amico poeta, cantastorie e giullare!

Venghino, venghino, lormamme e lorpapà!

Questi versi sono dedicati ai più piccini.

IMG_3756

L’immagine ritrae la fatina di Favolesvelte, Val Bian Mian, e il menestrello Giovetti stesso medesimo, autore della fiaba che qui cantiamo. I due si trovavano nel giardino di un maniero in Piemonte, nel bel mezzo di una sagra dedicata ai libri. Tra una nota e un’azione scenica, conducevano laboratori dal vivo, poiché si era ben prima del Corona Virus, il Re dei Rompiscatole. Speriamo di poter ricominciare presto a narrare e intonare favole e facezie, circondati da bambini di ogni età.

Nel paese di Girondello
c’é un giardino nel castello
“C’è la principessa sul pisello?”
Non lo so, o mio bricconcello,
ma c’è una fata e un menestrello…
“E che fanno lì di bello?”

Caro il mio Marcondirodirondello
te lo dico in ritornello
fanno questo e fanno quello
fanno il brutto e fanno il bello
tutto solo col cervello
e una penna da pennello
a colorar di fantasia
fiabe e petali di poesia.

Ora, bimbo e bimba mia
noi faremo una magia
chiudi gl occhi e vola via
oltre il giardino, oltre il castello
fino al posto tuo più bello
nel paese di Girogirondello
con la fata e il menestrello…

Bruno Giovetti

Ultimo incontro con il Teatrino dei Tarocchi – domani sera – 23 giugno

Anticipiamo le energie della notte di San Giovanni partecipando al Teatrino di Valeria Bianchi Mian e Marta Di Giulio.

Letture poetiche, fiabesche, immaginali e performance di gruppo, Teatro d’Oggetti ed esperienze magiche.

Incontro 3: TU HAI LE CARTE: PASSATO PRESENTE FUTURO

In occasione della serata conclusiva del percorso, Marta Indra e Valeria ti condurranno dal ‘buio’ alla ‘luce’ – con giochi di voce, respiro e visualizzazioni, passando attraverso le 22 carte. Dal Bagatto al Mondo, per trovare il Matto, ti verranno proposti piccoli giochi che alla tua Coscienza piaceranno molto, ma solo se sarai disposto a metterti alla prova.
Nella seconda parte della serata, dedicheremo uno spazio alle letture poetico teatrali del Teatrino dei Tarocchi, con la possibilità di un tuo intervento per modificare la scena.
A te le carte!

CONCLUSIONE: l’incontro termina con una condivisione del vissuto.

PREPARAZIONE: Su Zoom tenete in bella vista il vostro nome o nickname (su “partecipante” clicca sul nome e poi rename)

Per partecipare:
1) Acquista l’accredito.
2) Il giorno dell’evento, all’orario indicato, sarà visibile il link alla room scelta dall’host.
3) Clicca sul link per accedere alla room. Se sei da smartphone potrebbe esserti richiesto di installare l’app del servizio di videochiamata scelto dall’host.

Ci vediamo online! 🎈

Ps. ti consigliamo di usare il pc per una migliore esperienza ma puoi usare senza problemi anche il tuo smartphone.

IMG_3109

Madame Ars – #sketches

 

IL MIO DAIMON – illustratrice a chi?

Caspiterina, Favolesvelte!

Ora siete davvero in tanti!

A voi blogger che seguite questo spazietto, io stamattina voglio dire ciao, ehi, ma che bello… in una parola: grazie!

Sì, ne approfitto per ringraziarvi, tutte e tutti, e ammetto di essere oltremodo indegna, perché io non partecipo mai alle discussioni online, a malapena clicco un like, e transito in questa sede come se fossi soltanto a casa mia, come se IL BLOG fosse un archivio di pensieri e immagini, un PEZZO DI MONDO INTERO E INTERNO.

C’è un ESTERNO, per Dioniso!

Nonostante questa mia assenza, c’è qualcosa che mi fa presente, se voi ci siete. Non me ne capacito, ma è così.

Nonostante io riesca a dedicarmi a non più di due piattaforme rapide e snelle – Facebook per i post professionali e anche un po’ personali, e Instagram, perché poi di Blog ne devo gestire tre.

Più le rubriche sulle riviste online.

Che disastro!

Però io a Favolesvelte ci tengo, sapete? È stato il mio primo figlio ed è, tra i libri, quello che ancora mi dà tante soddisfazioni! Il primo, sì, il primogenito tra gli altri 13 che ho scritto, quelli che ho curato e i saggi, le antologie, le partecipazioni.

In questo momento mi viene in mente che mia nonna Angela ha partorito 13 figli, mentre sua sorella ne ha avuti 16. Beh, chissà se in questa cornucopia che si chiama creatività, io ho preso la piega cartacea del caso.

Tra i libri ce ne sono stati 4 in questi ultimi 6 anni, che ho  illustrato con schizzi in bianco e nero e a colori (per “Favolesvelte” e “Una casa tutta per lei” parliamo anche di copertine), disegni che ancora non mi permetto di chiamare illustrazioni ma che il mio Daimon ridendo semina cantando: “Avanti il prossimo!” – già si armano le penne per un nuovo bel progetto al quale son chiamata invece con il titolo del caso. Nel mio piccolo: illustratrice.

Accidenti. Ho comprato uno sketchbook nuovo, per l’occasione, e tanti pennarelli.

Ave, Daimon!

#illatooscurodellavale #demone

A92241A0-397F-451C-99E2-6AEFE9A2B644D7D3E013-C583-41FC-AEFC-8A92FA518FFF

LE PAROLE DEGLI ANNI ZERO – stasera 19.30 online!

Stasera alle 19.30, Paolo Enrico Archetti Maestri ed io saremo ospiti con “Le Parole degli Anni Zero”, versione light di 14 minuti di video-gioco. Ospiti dove? A Radio Caos:

Continua a Radio Caos la fase 2!

Questa sera in onda con “Cinema a domicilio #fase2” di Nuovofilmstudio, “Ritorno al futuro” dei Cattivi Maestri e “Parole anni zero” di e con Paolo Enrico Archetti Maestri (leader degli Yo Yo Mundi) e Valeria Bianchi Mian! Vi aspettiamo a questo link:

👉

LINK SPECIFICO DELLA PUNTATA:  https://vimeo.com/420985086

👈 

PER GLI EVENTI COMPLETI, VEDI SULLA PAGINA DI NUOVOFILMSTUDIO, SU FACEBOOK. IO TI SEGNALO QUESTA PARTE:

🔸19.30 CIRCA:

56281614_2168256303256420_8759478335815286784_n56520145_2168253883256662_4575504367817326592_n56894411_2168256383256412_5898182487703552000_n

Paolo Enrico Archetti Maestri (leader degli Yo Yo Mundi) e Valeria Bianchi Mian offrono un estratto di 14 minuti da “Le Parole degli Anni Zero”, spettacolo teatral-musicale che si snoda tra brani musicali, poesie e filastrocche, monologhi e confessioni. Un percorso fuori dalle righe che va a comporre il dialogo tra lo Spirito e l’Anima del nostro tempo, una conversazione tra guerra e pace oltre la superficie del narcisismo epocale, dell’indifferenza tra un Selfie e un Like.

❤️
Valeria

L’ANATROCCOLO ROBERTO – filastrocca per diventare grandi

 

 

anatroccolo roberto 2 sg

VBM – schizzo di Roberto – #favolesvelte

 

L’anatroccolo Roberto
saltò fuori dall’uovo aperto,
poi corse veloce verso il centro
gridando “Voglio ritornare dentro!”
****
“Non puoi rientrare nell’uovo”,
disse la mucca “ormai sei nel nuovo!”
“Ma io del nuovo non ne voglio sapere”,
rispose Roberto mettendosi a sedere.
“Scelgo la stasi, non il moto;
a quel che non so preferisco il noto.”
“Non puoi stare fermo”, sentenziò il maiale
“altrimenti in tutto il corpo sentirai male,
ché la vita si muove nel divenire,
nasce, cresce, poi deve finire.”
°°°°
L’anatroccolo Roberto
ritornò dove l’uovo si era aperto;
sul posto incontrò i suoi fratelli e le sorelle
che ridevano insieme come anime gemelle.
Scorse mamma anatra con le ali aperte
e si tuffò nel nuovo, pregustando le scoperte.

VALERIA BIANCHI MIAN – “FAVOLESVELTE” – GOLEM EDIZIONI

#favolesvelte

I MIEI GNOMI GOTICI- scrivere dal sogno

I miei gnomi gotici si chiamano Ombretta, colei che alla porta del buio batte l’autobiografia del sogno, e Grottesco, signore dei mostri che agitano i pensieri rospi, e ancora Corvo caro cura cra cra, lui che ogni cosa sa e non sa.

Robert Louis Stevenson era il maestro della scrittura immaginale, sapeva coltivare e cogliere i suggerimenti del sogno. “I miei gnomi gotici” diceva, a proposito di quelle voci e dei volti che dall’incubo alla veglia lo accompagnavano quotidianamente. Favolesvelte, nel suo piccolo, è nato così. Tra luci e ombre si snodano 365 storielle. Ogni verso, ogni frase, presta attenzione al connubio dell’Io con la mia/sua gemella Ombretta.

E tu? Come sogni? Come scrivi?

Esercitati a prendere appunti al risveglio dalle notti agitate, quando emergi dalle onde anomale e dalle anomalie del tuo essere.

Valeria Bianchi Mian

[fotografia di Maren Ollman]

IMG_2112

 

Scandire il tempo – FAVOLESVELTE – #tuttiimieilibri

Scandire il tempo | tutti i miei libri (senza veli) | #1

Favolesvelte
di Valeria Bianchi Mian
[prefazione
di Federico Sirianni]
Golem Edizioni

FAVOLESVELTE È QUI

WEBINAR GRATUITO – favole, poesie, racconti e altre storie di cura.

Parleremo di cura e di scrittura. Con esempi pratici tratti dai laboratori e dagli incontri che ho condotto in tutti questi anni – i gruppi inventastorie nelle comunità e nelle strutture con diverse utenze, le favole di Favolesvelte per bambini e adulti, le poesie e i racconti in collaborazione con Silvia Rosa per il nostro progetto Medicamenta – lingua di donna e altre scritture – con piccole dritte, esercizi corali scioglilingua e scioglipenna e una nutrita serie di immagini, attraverseremo le possibilità creative che ci offre l’operar con la parola scritta.

Grazie Alessandro Lombardo per questa bella iniziativa, della quale trovate dettagli e info qui: https://www.youtube.com/channel/UC6EgJA5uLKoVq4zFnzuh3mQ

Una Rassegna di Webinar da non perdere!

IMG_1271

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/13

Una fotografia.

Scan0014 - Copia (2)

Avere vent’anni negli anni Novanta era fare lo slalom tra il no future e il possibile.

La signorina a cavallo tra la fata e la strega procedeva a piccoli passi – prova ed errore:

un deux trois, fai la giravolta, sorridi soltanto se il sorriso profuma d’indipendenza.

La trasgressione è il bisturi per tagliare i cordoni ombelicali con estrema precisione.

Avevo vent’anni nei Novanta e un’anima carnale, sogni corposi e senso di polpa, canini aguzzi e una sana voglia di mordere la vita all’osso.

I fidanzati come caramelle dai gusti misti, le mani le bocche le sperimentazioni.

C’erano febbraio e ottobre densi di sapori, una Milano ignara della globalizzazione Social, una Torino da spremere limone arancio tra un club e un’inaugurazione,

travestita da donna adulta

per l’occasione.

#ricordi #poeticadeisognielapolvere 

IL VECCHIO PIERINO ED IO – storie di famiglia

Quante volte abbiamo discusso, il vecchio Pierino ed io, tirando per la coda una volpe e l’immagine di un ramo spezzato dallo stivale del cacciatore. I suoi fucili a fuoco nella fotografia scattata dal tempo, le pallottole sopra l’armadio e le credenze che mostrano zampe di cinghiale trasformate in portapenne, memorie di palchi di cervo e grida di ungulati.

Quante volte gli ho detto “preferisco i lupi” e lui a fare fumo dagli occhi in un misto di piemontese arcaico e sangue a ribollire nei vasi (non) comunicanti.

Ottanta e due anni di passi nei boschi a conoscere ogni centimetro, le colline dei conigli selvatici, le tane i meandri i cunicoli, il lento mutare il colore delle foglie il silenzio che fa rumore. Pierino il cacciatore, Pierino a raccogliere patate rape insalata, a fare il pisolino vicino alla stufa. “Per ogni bestia da te assassinata”, gli ho detto un giorno, ma lui non ha capito, “io faccio un voto alla morte, e sai quanti tra voi si sparano reciprocamente.”

Lo zio ed io ci guardiamo negli occhi, io volpe conosco le sue trappole. Persino nel sugo di funghi è riuscito a infilarci un coniglio, quello rosso che ieri scorrazzava nell’aia, e io lo scopro troppo tardi. “Non ho mai”, confessa, “mai comprato carne al supermercato.” Ci stufiamo studiandoci a suon di battute sardoniche. “Preferisco”, ribatto, “quando mi parli di Masche. Quando mi narri di Pinin che l’ha morso la vipera e non è stato più lo stesso, da allora.”

Pierino ha preso una cagnetta, è piccolina. Correva tra i cani più grandi nel cortile di una cascina e lui se ne è innamorato. Conosce i suoi sguardi, il minimo battito di ciglia, lo scopro negli angoli ad accarezzare quella testolina bambina, a sussurrare parole d’affetto inatteso. “La porti a caccia con te?” Rido beffarda, sottolineo scissioni, faccio la furba. “Neanche per sogno”, risponde.

Pierino ed io concordiamo soltanto nel centro dell’uovo. Quell’uovo creato dal nulla nel ventre di una gallina che con il galletto e le altre sorelle zampetta serena nel prato, per poi ritirarsi di sera nel tuorlo del prossimo giorno.

{Pierino ha 82 anni ed è lo zio di mio marito. Ormai la battaglia tra noi si è strutturata in narrazioni. Lui dice: “Se non mangi la carne cosa faccio? La prossima volta ti do l’erba del prato?”. Naturalmente, finché morte non ci separi. Con affetto.}

#iraccontidelleradici

IMG_0880